Tarantella napoletana cm 35

400.00

Pulcinella cm 35 con  testa, mani e piedi in terracotta. Occhi di vetro.

Corpo in canapa, vestiti di stoffa.

CURIOSITA’: La tarantella napoletana è un ballo di carattere etnico che si svolge in coppia. Come tutte le altre tarantelle del Sud Italia, la danza porta con sé una serie di significati intrinsechi, codificati con il supporto di costumi evocativi e strumenti precisi. Nel caso della tammurriata – così come viene chiamata in città – i danzatori – vestiti sui toni del bianco, del rosso e del nero –  ballano a ritmo allegro e cadenzato, servendosi di nacchere e tamburi. In alcuni spettacoli li si vede addirittura indossare l’iconica maschera di Pulcinella, come a voler sottolineare il legame che il ballo intesse con la tradizione napoletana.

I racconti popolari collocano la nascita della tarantella in epoca greca. Secondo molti, infatti, il ballo venne ideato per inaugurare i culti orgiastici di Dioniso, ragion per la quale per molto tempo fu vietato dalla religione cattolica.

La tarantella come oggi la conosciamo, però, nacque nel Settecento. La danza, messa in scena dai giovani popolani del tempo, aveva una preziosa funzione aggregativa: il fine del ballo era quello di animare celebrazioni religiose e feste di paese.

La tarantella napoletana porta con sé tantissimi diversi significati. Il legame con i culti di Dionisio, infatti, le attribuisce una grande carica erotica, mentre la repressione che ne conseguì arricchisce la danza di un nuovo senso: a seguito della persecuzione cattolica, che si abbattette contro i danzatori, il ballo divenne moto di protesta e simbolo della lotta contro l’oppressione.

In passato, in realtà, alla tammurriata venivano attribuite addirittura proprietà curative. In particolare, la danza era utilizzata come rimedio contro il morso di serpenti e tarantole: la credenza comune vedeva il sudore profuso durante il ballo come capace di eliminare il veleno.

Dal Settecento in poi – quando la tarantella venne accolta non solo dalla tradizione partenopea ma anche dalla religione cattolica – essa diviene una curiosa e allegra espressione dell’energia di Napoli.